Dissequestro, subito
Ormai è evidente l’ostinazione della magistratura tarantina, che dopo aver sequestrato come “corpo di reato” la produzione dell’Ilva prosegue con una strategia dilatoria, sollevando la questione di costituzionalità della legge appositamente approvata dal Parlamento per il dissequestro dell’acciaio. Le motivazioni del gip di Taranto, Patrizia Todisco, esprimono un fondamentalismo che, nella sua volontà di prevalere su tutto e su tutti, sconfina nella prepotenza e nella violazione dell’ordine istituzionale.
12 AGO 20

Ormai è evidente l’ostinazione della magistratura tarantina, che dopo aver sequestrato come “corpo di reato” la produzione dell’Ilva prosegue con una strategia dilatoria, sollevando la questione di costituzionalità della legge appositamente approvata dal Parlamento per il dissequestro dell’acciaio. Le motivazioni del gip di Taranto, Patrizia Todisco, esprimono un fondamentalismo che, nella sua volontà di prevalere su tutto e su tutti, sconfina nella prepotenza e nella violazione dell’ordine istituzionale.
Il governo, i sindacati, i partiti, e soprattutto i lavoratori dell’Ilva sono ostaggi di un atteggiamento “straordinario” della magistratura tarantina, che elude metodicamente l’applicazione della legge e impedisce, con cavilli e forzature, di avviare il risanamento ambientale in modo compatibile con il mantenimento dell’attività industriale.
Il governo, i sindacati, i partiti, e soprattutto i lavoratori dell’Ilva sono ostaggi di un atteggiamento “straordinario” della magistratura tarantina, che elude metodicamente l’applicazione della legge e impedisce, con cavilli e forzature, di avviare il risanamento ambientale in modo compatibile con il mantenimento dell’attività industriale.
Ora si punta a un “dissequestro vincolato”, a un impegno preventivo dell’azienda a utilizzare i proventi della vendita dell’acciaio prodotto al finanziamanto delle azioni di risanamento, oltre che alle retribuzioni dei dipendenti. Nichi Vendola cerca di addossare al responsabilità all’azienda, ma tutti, sindacati e lavoratori compresi, sanno da dove viene il blocco di ogni soluzione razionale. Spetta al governo, adesso, realizzare il dissequestro condizionato, con o senza il consenso della magistratura, permettendo all’azienda di consegnare l’acciaio agli acquirenti per pagare i salari e l’avvio del risanamento. E’ questo l’unico provvedimento necessario e urgente, persino in termini di ordine pubblico. Poi si potrà discutere di tutti i cavilli, ma con i tempi e i modi dovuti.